Horsethief: la nuova bi-ammortizzata con escursione da 120mm di Salsa Cycles

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Questo modello non va semplicemente a sostituire l’ormai storica Big Mama, ma riprende tutte le caratteristiche della Spearfish adattandole però ad un utilizzo più Trail. La Horsethief è disegnata per poter pedalare sui terreni più difficili. E’ realizzata attorno ad un telaio in alluminio con sospensione posteriore da 120mm di escursione con la possibilità di adottare forcelle da 120 fino a 140mm.

E’ la bici ideale per qualsiasi tipo di uscita o escursione quando si vuole essere sicuri di riuscire ad affrontare qualsiasi situazione di mtb: salita, discesa, salire sopra qualsiasi asperità, questa 29er è in grado di poterlo fare. Basta volerlo!

Ad una prima occhiata sembra davvero una Spearfish maggiorata. Ma non è così, entrambe le bici condividono un linkage della sospensione simile, anche nell’estetica, ma le similitudini tra le due finiscono proprio qui.

Le caratteristiche tecniche

Diamo un’occhiata ai dati tecnici di questo progetto. Il telaio è costituito da tubi hydroformati in alluminio 6061-T6. Totalmente differenti per sezione, forma, e spessori rispetto alle tubazioni EV6 Extrolite utilizzate per la Spearfish. Queste tubazioni e questa lega sono state scelte per assicurare la maggiore resistenza possibile, capace di rendere la Horsethief una vera macchina per il Trail/All Mountain.

I top e downtube idroformati a doppio spessore si sposano ad un tubo sterzo tapered ed un movimento centrale realizzato per forgiatura che incorpora anche il fulcro principale della sospensione e la predisposizione per il tendicatena ISCG. Un asse in alluminio da 17mm che ruota su cuscinetti sigillati unisce il triangolo posteriore a quello principale. Questi cuscinetti sono installati in alloggiamenti forgiati a loro volta saldati sui foderi a sezione variabile.

I foderi terminano con un paio di forcellini predisposti per mozzi da 142mm con asse passante da 12mm (RockShox Maxle). Dal tubo sterzo al forcellino posteriore, la parte bassa della Horsethief è stata irrigidita per eliminare le flessioni ed i giochi laterali che una sospensione potrebbe acquisire durante l’arco di movimento del carro lasciano cosi la sospensione lavorare nella direzione per cui è stata progettata.

La sospensione posteriore

La sospensione posteriore è un sistema Single-pivot, simile a quello utilizzato per la Spearfish, ma maggiorato per resistere alla maggiore escursione nonché un’evoluzione di quello che originariamente fu introdotto nel 2008 con la Big Mama. Tale sistema vede un triangolo posteriore in un unico pezzo senza pivot posteriori e con foderi sagomati. Proprio la sagomatura dei foderi del carro permette un’impercettibile flessione lungo la loro lunghezza durante l’arco di movimento della sospensione capace di ricreare lo stesso movimento che si avrebbe usando un vero pivot posteriore. Se nella Horsethief fosse presente tale pivot, ruoterebbe di appena 0.991 gradi. Inoltre l’uso di un vero pivot posteriore con gli annessi cuscinetti porterebbe ad un significativo aggravio di peso rispetto a questo tipo di soluzione ingegneristica. Attraverso il disegno virtuale, si può simulare la flessione dei foderi in circa 5,4mm. Creare un triangolo posteriore più semplice e leggero con meno parti utilizzate e meno punti necessari di manutenzione, permette di aumentare anche la durata del telaio.

Continuando a parlare della sospensione posteriore, la Horsethief adotta un link forgiato dalla particolare forma che si interfaccia con i foderi alti del carro e il link dell’ammortizzatore. E’ in questo modo che si mantiene il numero di parti utilizzate al minimo ovvero solamente 6 pezzi per telaio. Il link ed il triangolo in un pezzo unico, coadiuvato dai pivot posizionati perfettamente, crea una sospensione posteriore che lavora in modo simile a quella della Spearfish. Confrontato ad un sistema ad escursione progressiva, questo tipo di curva della sospensione, facilita il settaggio dell’ammortizzatore per una accurata ricerca del sag così da migliorare le performance durante la pedalata, senza tuttavia sacrificare la sensibilità e l’assorbimento per le piccole e medie asperità e senza ostacolare l’escursione totale fino al fine corsa durante i salti più grandi.

Le altre caratteristiche che fanno della Horsethief una vera Trail bike sono la predisposizione per il tendicatena ISCG per sistema di trasmissione a corona singola o guarnitura doppia, il grande spazio per le coperture fino a 2.5” di sezione al posteriore, il sistema posteriore ad asse passante da 12mm x 142mm (Maxle), e la predisposizione per le guaine del reggisella telescopico che corrono lungo il tubo obliquo. L’ubicazione dei guidacavi sotto al tubo obliquo permette il collegamento del cavo al reggisella in modo semplice e pulito a differenza di quello passante per il top tube fastidioso perchè vicino alle ginocchia e alla copertura posteriore.

Il telaio completo con ammortizzatore posteriore, asse Maxle, forcellini e collare reggisella Flip-Lock pesa tra i 2.950gr e i 3.200gr a secondo della taglia. La combinazione di tutti gli elementi citati poco sopra, materiali, tubazioni, parti forgiate, dà origine al più solido sistema di sospensione mai creato da Salsa.

L’idea iniziale

In apertura abbiamo accennato come la Horsethief vada come nessuna 29er mai creata da Salsa. Per capire come sia possibile è utile conoscere come sia nata l’idea della Horsethief. Andando indietro nel 2009 dopo che la Big Mama venne presentata e lo sviluppo della Spearfish stava proseguendo, in Salsa hanno iniziato a lavorare ad una Big Mama 2. Alcuni ingegneri di Salsa non sono però i tipici biker da xc 29er oriented.

Molti sono riders abbastanza tecnici che hanno passato più tempo su bici da 4-6” di escursione (100-140mm) che non su hardtail. I ragazzi di Salsa hanno deciso quindi di buttar giù un prototipo di full suspension da 29 pollici che unisse i benefici della 29 pollici ad un pacchetto di mtb da 26 aggressiva e divertente.

Le condizioni erano che tutto doveva essere più leggero, meno costoso e con più escursione rispetto alla Big Mama.

Durante lo sviluppo la bici è stata provata per diversi mesi sui terreni più diversi e dai bikers più ‘tosti’ del Minnesota. Sono stati sperimentati diversi angoli sterzo, bb drops, interassi, una messa a punto continua in modo da capire gli effetti di tali aggiustamenti e verificare gli effetti su quello che sarebbe stato il prodotto reale in modo da raggiungere l’obiettivo finale.

Per concludere

Alla fine si è giunti ad un disegno di una 29er con un top tube leggermente più lungo e con angoli più ammorbiditi rispetto a quelli di altre bikes simili, infatti la Horsethief è stata concepita per essere utilizzata con attacchi manubrio ancora più corti rispetto ad altre 29ers (10-20mm più corti rispetto a quelli usati normalmente sulle bici racing 29 da xc). Questo, combinato con un manubrio più largo, posiziona il bacino ed il busto in maniera ottimale per i percorsi più sconnessi e sopratutto permette di avere più precisione e confidenza in discesa. Le ruote da 29 pollici peraltro aiutano mantenendo maggiormente l’inerzia e dando l’impressione di pedalare una bici con una escursione ancora maggiore rispetto ai 120mm dichiarati. Gli angoli sono stati disegnati tenendo in considerazione una forcella da 120mm esattamente quello che si voleva. Ne è nata una bike che riesce a miscelare le migliori sensazioni in salita, in curva ed in discesa.

Per tutti quei bikers dallo stile più aggressivo la Horsethief è stata provata e si adatta perfettamente montando anche forcelle da 140mm di escursione. Il feeling delle ruote da 29 pollici unito al pedigree di Salsa, con una qualità di guida ed una maneggevolezza superiori rispetto alle cugine all mountain da 26 pollici.

Siamo sicuri che la Horsethief sarà la 29 pollici di Salsa che potrà ‘convertire’ alle 29ers a tempo pieno anche i bikers più aggressivi.

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