Appennino 2013, avventura in solitario

Mi chiamo Claudio Persegani e di solito sono un pedalatore della domenica; vado in mountain bike o in bici da corsa con i miei amici durante il week end. Da qualche anno però durante l’estate mi trasformo, subisco un’evoluzione e divento un cicloviaggiatore.

Cosa faccio di preciso? Aggancio alla bici delle borse e parto. Il primo viaggio risale all’estate 2011 quando, con il carrellino Extrawheel, per la prima volta ho sperimentato il wild camping sulle montagne tra il Lago di Garda e la Val Sabbia. Ho incominciato a fare sul serio nel 2012, anno in cui, in compagnia del mio amico Dario, ho concluso la bellissima traversata delle Alpi, dal Colle di Cadibona in provincia di Savona fino a Trieste. Un viaggio di 26 giorni, 2200 Km e 54000 metri di dislivello, lungo altevie, attraversando meravigliosi passi alpini in Italia, Francia, Svizzera e Slovenia(http://ilpedalatoredelladomenica.blogspot.it/2012/08/traversata-alpi-2012-giorno-1-altare.html). Da amante del gravel, faccio il possibile per rimanere su strade sterrate e sentieri, ma a volte bisogna giungere a dei compromessi per mantenere alta la pedalabilità.

Duomo di Fidenza

Nel duemilatredici che si fa? Ho le idee confuse e faccio fatica a trovare qualcuno che mi faccia compagnia. Pirenei? Sarebbe bellissimo, ma da solo? Alla fine decido di rimanere in Italia e di dirigermi verso Sud, seguendo gli Appennini, lungo la dorsale ed i sentieri del crinale. Abbozzo velocemente una traccia al computer e i primi giorni di Agosto parto. La mia bici  per il secondo anno consecutivo è una Surly Ogre assemblata per resistere alle sollecitazioni dei sentieri offroad, e ad un carico di quasi trenta chili di attrezzatura. Il fulcro di tutto il sistema è il cambio nel mozzo Rohloff. Pur essendo un grande estimatore nonché utilizzatore delle borse e degli accessori da telaio Revelate Design, per riuscire a caricare sulla mia bici tutto l’occorrente per essere autosufficiente per un periodo lungo, ho bisogno di una coppia di capienti Ortlieb, fissate ad un portapacchi tradizionale. Al manubrio invece tengo legata una sacca stagna con l’attrezzatura da campeggio: tenda, materassino e sacco a pelo. Questa volta intraprendo il viaggio da solo e pur con una certa dose di paura in corpo, un briciolo di agitazione in più rispetto al solito, mi lancio in questa nuova avventura.

Passo Porticciola, Colle Bruciata

La traccia caricata sul mio gps termina a Reggio Calabria, ma non voglio che questo ipotetico traguardo condizioni la mia andatura, mi costringa a forzare il passo o mi faccia accelerare quando invece sarebbe meglio fermarsi per guardarsi attorno e meditare. Da Cremona, la città in cui vivo, prendo gli argini del Po con l’intenzione di ricongiungermi quanto prima con la Via Francigena. Giungo e Fidenza e da qui proseguo deciso verso le prime colline ed i primi strappi da fare a piedi. Si perché non tutto quel che sulle mappe sembra fattibile in bici, poi lo  effettivamente, nella realtà. Il mio viaggio sarà così; un turbinio di emozioni contrastanti: la bellezza di certe strade, dei boschi, l’aria fresca sulla faccia, le foglie sotto le ruote, la velocità, la scia di polvere dietro di me, i panorami senza fine. Dall’altra parte la fatica, la bici che non va avanti, i pedali che picchiano sugli stinchi quando la spingo, il caldo che ti toglie il fiato, le rampe al 30%, la voglia di buttarsi per terra e non muoversi più.

Via Francigena a Sambuca Pistoiese

Poi però, come mi ricorda sempre Dario, alla fine la stanchezza se ne va, la fatica quasi si dimentica, e rimane solo la memoria delle cose più belle. Viaggiare da solo non è poi così male come pensavo; si prendono decisioni con maggiore spensieratezza e libertà, senza essere condizionati da altri. Inizialmente pensavo che viaggiare in solitaria portasse all’isolamento, alla solitudine completa; invece, rispetto al viaggio in coppia o in gruppo, si sviluppa una maggiore propensione a socializzare con le persone che si incontrano lungo il percorso. In provincia di Parma ho attraversato il Parco dei Cento Laghi e seguendo la linea di confine tra Emilia Romagna e Toscana, rimanendo il più possibile su strade sterrate e sentieri, sono giunto fino a Bocca Trabaria; luogo in cui ho toccato il confine delle Marche. Dopo aver trascorso la maggior parte delle notti in tenda, accampato in boschi o prati di montagna, a Sansepolcro vengo ospitato a casa dell’amico Lapo e così ho modo di trascorrere una bella serata in compagnia, e di assaporare per un attimo il gusto di una vacanza normale. In seguito il mio viaggio prosegue, sempre verso Sud, lungo l’Appennino Umbro-Marchigiano. Nei pressi di Gubbio mi ritrovo di nuovo in compagnia di amici, con Tarantola di OrmeTv e la sua splendida famiglia. Quando lo saluto, ho di fronte i Monti Sibillini, Castelluccio di Norcia ed infine il Gran Sasso. Questi ultimi sono probabilmente i luoghi che mi hanno pi impressionato per la loro bellezza. A questo punto, con pochi giorni di vacanza ancora a disposizione, decido di concludere la mia avventura, fermandomi a Popoli, ai confini del Parco della Majella.

Castelluccio di Norcia

Pur non avendo completato tutto il percorso fino a Reggio Calabria, per me è stato un viaggio di grandi soddisfazioni: ho visto delle montagne stupende, dei luoghi favolosi, un’Italia da incorniciare, tutelare, valorizzare e far conoscere. Ho incontrato persone generose, pronte in qualsiasi momento ad offrirmi qualcosa per farmi sentire bene: un frutto, un caffè, una birra, un piatto di pasta, un bicchiere di vino, un po’ di compagnia. La bicicletta fa anche questo: ti permette di viaggiare tra i luoghi e le persone alla giusta velocità. Agli Appennini dico “arrivederci a presto”, perché un giorno ritornerò sui suoi sentieri, e magari quel giorno riuscirò ad arrivare fino alla punta dello Stivale.

Wild camping alle pendici del Monte Asinara

Di seguito le tappe del mio viaggio:

Tappa 1: Cremona-Berceto, 108Km, ascesa 1727m

Tappa 2: Berceto-Lago Ballano, 49Km, ascesa 2041m

Tappa 3: Lago Ballano-Mt.Asinara, 57Km, ascesa 1760m

Tappa 4: Mt.Asinara-Bivacco Caciaia, 42Km, ascesa 1250m

Tappa 5: Bivacco Caciaia-Rif.Duca degli Abruzzi allo Scaffaiolo, 51Km, ascesa 1816m

Tappa 6: Rif.Duca degli Abruzzi allo Scaffaiolo-Stagno presso Lago Suviana, 48Km, ascesa 1527m

Tappa 7: Stagno-Capanna Marcone, 64Km, ascesa 2009m

Tappa 8: Capanna Marcone-Colla Tre Faggi, 69Km, ascesa 2086m

Tappa 9: Colla Tre Faggi-Loc.Doccione, 54Km, ascesa 1780m

Tappa 10: Loc.Doccione-Sansepolcro, 66Km, ascesa 1710m

Tappa 11: Sansepolcro-Serravalle di Carda, 55Km, ascesa 1699m

Tappa 12: Serravalle di Carda-Crocicchio, 106Km, ascesa 2563m

Tappa 13: Crocicchio-Serradica, 58Km, ascesa 1592m

Tappa 14: Serradica-Taverne, 47Km, ascesa 1689m

Tappa 15: Taverne-Rif.Perugia, 77Km, ascesa 2720m

Tappa 16: Rif.Perugia-Rif.Colle le Cese, 29Km, ascesa 870m

Tappa 17: Rif.Colle le Cese-Valle Chiarino, 67Km, ascesa 1527m

Tappa 18: Valle Chiarino-Rif.Lago Racollo, 53Km, ascesa 1621m

Tappa 19: Rif.Lago Racollo-Popoli, 82Km, ascesa 859m

Rocca Calascio

Per chi volesse leggere il resoconto dettagliato del viaggio, tappa per tappa lo sto scrivendo sul mio blog: http://ilpedalatoredelladomenica.blogspot.it/